Caturano. Un sabato sera diverso dal solito, fatto di luci di scena, domande profonde e un invitante buffet finale. È quanto accaduto nel teatro “Colorizio” della Parrocchia San Marcello Martire, dove i ragazzi del primo e secondo anno post-comunione hanno messo in scena “La rete”, uno spettacolo che ha fatto riflettere grandi e piccoli sul senso autentico delle relazioni.
L’evento, voluto dal parroco don Pietro Rachiero, ha visto protagonista una trentina di ragazzi affiancati dalle loro catechiste. L’obiettivo? Raccontare, con ironia e schiettezza, la dipendenza silenziosa che molti vivono ogni giorno: quella dagli smartphone, dai like, dalle notifiche incessanti.
«Vivere social o vivere davvero?»
Questo il titolo di copertina della serata, una domanda che ha fatto da filo conduttore tra uno sketch e l’altro.
Il parroco: «Attenzione ai rischi delle generazioni social»
Al termine della rappresentazione, don Pietro ha preso la parola per ringraziare le catechiste – Marcella, Teresa, Patrizia, Adriana e Nicole – e per lanciare un messaggio chiaro alle famiglie presenti:
«Le nuove generazioni sono immerse in un mondo virtuale che promette connessioni, ma spesso isola. È nostro compito aiutarli a riscoprire la bellezza dello sguardo, dell’abbraccio, del tempo condiviso senza filtri.»
Un intervento che ha trovato ampio consenso tra i genitori in sala, molti dei quali si sono detti sorpresi dalla maturità con cui i ragazzi hanno saputo trattare il tema.
Un successo corale: i genitori in campo
A rendere speciale la serata non sono stati solo gli attori in erba. Al termine dello spettacolo, i genitori dei ragazzi hanno organizzato un momento conviviale con dolci e bevande, trasformando il teatro in un salotto informale dove continuare a parlare – questa volta davvero – di quanto appena visto.
Una scelta voluta, che conferma la forza della comunità educante di Caturano: parrocchia, catechiste e famiglie che remano nella stessa direzione.
In un’epoca in cui il dibattito pubblico è dominato da “limiti di età ai social” e “patente digitale”, iniziative come “La rete” dimostrano che l’educazione passa anche dal palco. Coinvolgere i ragazzi nella recitazione di un problema che vivono sulla pelle è molto più efficace di qualsiasi predica.
Come ha sottolineato don Pietro: «Non abbiamo dato risposte chiuse, ma aperto una domanda. Ed è già un grande risultato vedere adolescenti e genitori uscire dalla chiesa parlando, senza cellulari in mano.»
La Parrocchia San Marcello Martire di Caturano (CE) non esclude una replica dello spettacolo in primavera, su richiesta di altre realtà del territorio. Per aggiornamenti, è possibile seguire la bacheca parrocchiale o contattare il centro “Colorizio”.









































