Vivibilità a Caserta: storia di una buca, di una ingessatura e di una denuncia non fatta

L’anno scorso di questi tempi, Facebook mi ricorda che ero ingessata: frattura del metatarso piede sinistro. Fu un’estate divertente (limortà), 36 giorni di gambaletto e relativo ferro per la lana utile a grattarsi l’impossibile.

Trentasei giorni di divano, trentasei giorni di chili messi, di lavoro fermo, di spostamenti di amici e parenti per darmi una mano, trentasei giorni di calore insopportabile. E tutto grazie a chi? Ad una simpatica e fantastica buca in agguato su di uno dei marciapiedi del mio quartiere.

Quasi come uno scherzo del destino, giugno 2018 fu foriero di molti gambaletti di gesso. Sembra uno scherzo ma posso assicurarvi che così non è, in quello stesso mese molte persone furono colpite dalla maledizione della buca e ritrovandoci al pronto soccorso non sapevamo se ridere o piangere.

Oggi sono ritornata sul luogo del delitto, la voragine infame è ancora in loco e si è pure allargata. Ricordo che all’epoca dei fatti in famiglia si faceva il pari e dispari se denunciare o meno il comune per l’amena estate che mi aveva in qualche modo regalato. Poi ci ricordammo di dissesto 1, dissesto 2, e mancamenti vari, di denunce di gente che è morta e le carte nemmeno sono arrivate in tribunale. E penosamente ho desistito.

Insomma questa arzigogolata premessa per dirvi qualcosa che di certo già sapete, ma ogni tanto vale la pena fare un reminder, sebbene sotto forma di “racconto d’estate”, giusto per rammentare all’amministrazione comunale che i disservizi urbani ricadono su noi cittadini, pagatori di ardue tassazioni.

Intanto sui social network si buttano ormai le segnalazioni di strade dissestate, marciapiedi stile montagnelle russe, moto e biciclette distrutte insieme agli arti dei proprietari. E mi chiedo, quanti come me hanno desistito dal fare denuncia e quanti invece hanno chiesto risarcimento per quanto accaduto?

In questo 2018/19 ogni tanto giungevano notizie di fondi europei, regionali o di chissà dove, destinati ai vari rifacimenti delle strade cittadine. I rappresentanti di circoscrizione delle frazioni intanto gridavano: “Non esiste solo il centro, non vi dimenticate di noi”. Ma non dovevano preoccuparsi perché quei soldi sicuramente sono stati utilizzati per altre cose urgenti in un comune che ha bisogno di tutto, ma di certo non per le strade.

Ora arrivano le Universiadi e si da giusto una lavata di faccia alla segnaletica. Intanto io mi vado a fare due chiacchiere con la mia buca. Nel frattempo siamo diventate amiche, chissà, ci pianto un fiore.