“Io vivo per te” alla Reggia di Carditello: grande accoglienza di pubblico

Raucci: “La violenza psicologica travalica il genere, il ceto sociale e il grado culturale delle vittime”

Prima la critica, nazionale e internazionale. Poi, i media; ora, il pubblico. Straordinaria accoglienza alla Reggia di Carditello per il debutto di “Io vivo per te”, lo short film sul Gaslighting di Rita Raucci, scritto con Claudio Lombardi e Paolo Mazzarella, per la regia di Gaetano Ippolito e la fotografia di Damiano Errico. La proiezione del corto prodotto dal Collettivo Paula ha fornito l’occasione, di fronte a una platea gremita, di parlare di un fenomeno diffuso più di quanto si immagini, eppure spesso sottaciuto.

«Il successo, inaspettato, di “Io vivo per te” – dichiara Rita Raucci – dimostra che verso la violenza psicologia non c’è semplice curiosità, ma attenzione vera. Quello della manipolazione e dell’abuso mentale nei rapporti interpersonali è un rischio concreto che travalica il genere, il ceto sociale e il grado culturale delle vittime».

L’evento si è svolto il 27 novembre nella Sala Monta della magione borbonica costruita nel comune di San Tammaro (Caserta) ed è nato da una felice collaborazione con la Fondazione Real Sito di Carditello, presieduta da Luigi Nicolais, e la Cooperativa Eva, impegnata nella prevenzione e nel contrasto della violenza maschile contro le donne.

Sollecitati dalla giornalista Daniela Volpecina, sono intervenuti Roberto Formato, direttore del sito reale; Gennaro Oliviero, presidente del Consiglio regionale della Campania; Luisa D’Angelo, vicesindaca di Capodrise; la sociologa e presidente di Eva Daniela Santarpia; Rita Raucci, ideatrice e interprete del corto; il regista Gaetano Ippolito; il coprotagonista Peppe Romano; il cosceneggiatore e direttore creativo Claudio Lombardi; il cosceneggiatore e direttore di recitazione Paolo Mazzarella; e poi, Mauro Falardo, autore delle musiche; Luigi Nappa, operatore di ripresa e montatore; Maria Giovanna “Magi” Petrillo, coordinatrice delle traduzioni dei sottotitoli; Ernesto Cassandra, che ha curato i rapporti con le istituzioni; la makeup artist Arianna Abbro.

«In circa 100 giorni – aggiunge Raucci –, questo piccolo film ha girato il mondo, è stato nelle università, ha conquistato la ribalta dei festival e delle cronache. Eppure, ci sentiremmo soddisfatti a metà, se non riuscisse, come è accaduto a Carditello, a stimolare una riflessione, ad amplificare un dibattito su un tema complesso come la violenza psicologica; se non contribuisse, o ci provasse almeno, a creare quella cultura della conoscenza che potrebbe aiutare gli abusati a uscire dalla gabbia della manipolazione».

Premiato come “Best women’s short film” in India, finalista in Svezia e con più di dieci nomination in festival italiani e internazionali, “Io vivo per te” è diventato un caso nel panorama del cinema indipendente; il cortometraggio è stato realizzato grazie al volontariato professionale di un gruppo che ha vissuto l’esperienza come un atto di civismo e di cittadinanza attiva.

L’opera, già in fase di lavorazione, ha ricevuto il patrocinio morale della Presidenza del consiglio regionale della Campania, dell’Osservatorio del fenomeno della violenza sulle donne della Regione Campania, della Consulta per la condizione della donna della Regione Campania, della Commissione per l’uguaglianza dei diritti e le pari opportunità fra uomo e donna della Regione Calabria, della Provincia di Caserta e dei Comuni di Caserta e di Capodrise.