Il Web istiga all’anoressia con una nuova stupida challenge

Istigazione all'anoressia

In questo periodo di lockdown gli adolescenti, privati della loro quotidianità, spendono la maggior parte del loro tempo sui social media, unico mezzo per comunicare con gli amici e con il mondo esterno.

Il rischio di incrementare ancora di più la dipendenza da internet incombe, anche perchè molte piattaforme rappresentano terreno fertile per gli hater, pronti ad insultare comportamenti, e stili di vita diversi dagli stereotipi imposti dalla realtà virtuale.

Nel web challenge e mode pericolose prendono inizio e si diffondono a macchia d’olio; esempio recente è la skullbraker challenge, in voga nel mese di Febbraio, una sorta di gioco micidiale che consisteva nel provocare la caduta di una vittima ignara con conseguenze gravissime: perdita di conoscenza, trauma cranico, possibili emorragie.

In queste settimane dalla Cina è partito un nuovo trend che consiste nel constatare quanto si è magri facendo girare il filo degli auricolari per ben due volte intorno al proprio giro-vita.

Molte voci del web, anche autorevoli, hanno fatto sentire il loro dissenso, in quanto comportamenti simili, ritenuti erroneamente innocui, possono “istigare all’anoressia” e ad altri disturbi alimentari diffusissimi tra i giovanissimi.

La nuova moda è nata sul social network di origine cinese, Tik Tok, dove vi si possono creare video musicali con coreografie la cui velocità di riproduzione può essere modificata aggiungendo effetti particolari. Gli utenti sono per la maggior parte adolescenti e pre-adolescenti, fasce d’età, quindi, particolarmente influenzabili e a rischio di disordini alimentari.

Tuttavia sarebbe scorretto demonizzare l’intero mondo web, molti influencer cercano ogni giorno di diffondere un ideale di bellezza corretto, senza taglie o stereotipi, e sono sempre più le donne che mostrano il loro fisico, orgogliose delle proprie curve e senza vergonarsi delle proprie cicatrici. Modelli positivi da seguire, persone che scelgono di condividere la loro vita con la speranza che ragazzi e ragazze imparino a volersi bene e soprattutto ad accettare se stessi.