ZTL e Corsia preferenziale: niente più oneri per i disabili che hanno il contrassegno blu

ZTL e Corsia preferenziale, niente più oneri per i disabili che hanno il contrassegno blu

La Cassazione fissa un nuovo principio. Alle strette le Ordinanze dei Sindaci

Adesso che anche Ferragosto è volato via lasciandosi dietro ricordi, speranze, sorrisi e – naturalmente – qualche delusione, torniamo a raccontare ai nostri affezionati lettori le ultime novità della Giustizia italiana. Vi avevamo lasciati, forse, col fiato sospeso e pertanto speriamo possano arrivarvi le nostre più umili scuse, specialmente da chi vi scrive. Per riparare, giustappunto, stavolta “parleremo” di regole della strada e casomai vi fosse sfuggita l’ultima news su “Come difendersi da chi rifiuta i pagamenti con POS” ecco la notizia che fa al caso vostro.

“La Corte […] cassa la sentenza impugnata e rinvia […] al Tribunale in composizione monocratica di Milano”. Con questa frase, dopo ampia illustrazione dei motivi di accoglimento del ricorso finito davanti ai giudici di legittimità si è riconfermato un già noto – ma poco conosciuto – orientamento giurisprudenziale destinato a fare scuola. Come già esposto in un precedente articolo a firma dell’Avv. Paolo Saracco, “è legittimo utilizzare il contrassegno invalidi su ogni veicolo e su tutto il territorio italiano”. Epperò, stavolta – con l’ordinanza pubblicata il 3 agosto u.s. – la Corte Suprema di Cassazione (ndr, CSC) ha affermato che, valendo il contrassegno blu in qualsiasi momento e luogo, il disabile può transitare sulla corsia preferenziale senza comunicare la targa al Comune con preavviso o con “sanatoria”. Ma andiamo con ordine per scoprire cosa si può fare davvero con il contrassegno blu per disabili, sfatando falsi miti e opinioni para-giuridiche.

Fatti di causa. C’era una volta nel lontano 2016…

Inutile dire la lentezza della giustizia italiana. A volte meglio aspettare sette anni, che rinunciare ai propri diritti. Tuttavia, un conducente disabile nel remoto 2016 ricevette una contestazione dalla Polizia Municipale per violazione dell’art. 7, comma 14, del Codice della Strada (ndr, C.d.S.), poiché aveva circolato nella corsia riservata ai mezzi pubblici, “benché agli accessi – si legge nella sentenza della CSC – fossero esposti i segnali indicanti il divieto”. Da qui il rigetto del ricorso al Giudice di Pace di Milano, ritenendo il verbale valido proprio per la presenza dei segnali stradali agli accessi della corsia.

Insoddisfatto della risposta del giudice di prime cure, il trasgressore e disabile proponeva – a ragion veduta – ricorso in appello, risultando anche qui sconfitto. Ebbene, l’ultima speranza era far valere l’errata interpretazione della norma compiuta dai giudici di merito. Infatti, la pretesa del Comune ove avveniva la trasgressione era ed è infondata, sicché il disabile può transitare sulla corsia preferenziale e nelle ZTL senza comunicare preventivamente la targa del veicolo su cui transita. Del resto, nessuna norma del regolamento di attuazione al C.d.S. subordina l’esercizio del diritto degli invalidi all’assolvimento di un onere informativo – precisa la Corte – che favorisca l’Ente locale. Questi i fatti. Vediamo – giunti fin qui – quale il diritto.

Diritto: natura e funzioni del contrassegno invalidi

Nella speranza di aver esposto con chiarezza i fatti, ossia ciò che è accaduto per davvero, trasmettendo cosa è possibile fare quando si ha un pass invalidi, passiamo agli aspetti tecnici del Diritto. La CSC, nell’accogliere il ricorso, ha messo in luce la funzione del contrassegno blu, che autorizza la circolazione e la sosta anche all’interno di zone urbane a traffico limitato (ndr, ZTL) e aree pedonali urbane. Il contrassegno – che è rilasciato dal Comune di residenza – è rilasciato all’invalido in quanto tale, facendo sì che se ne usufruisca ovunque egli vada, affinché non patisca le difficoltà delle barriere architettoniche e le distanze ove esistano difficoltà di deambulazione.

I motivi di ricorso erano i seguenti: a) violazione e falsa applicazione degli artt. 36 e 38 del CdS, presupposto che il giudice di secondo grado sbagliava nell’affermare che la comunicazione pretesa dal comune (far sapere targa e dati del disabile 48 ore dopo il transito in ZTL) dovesse avvenire prima e non dopo. Ad ogni modo – come precisano puntualmente i supremi giudici – non è ammessa dalla Legge questa pretesa. b) violazione e falsa applicazione dell’art. 188 CdS e dell’art. 381 del relativo regolamento di esecuzione, con riferimento all’art. 7, commi 1 e 9, dello stesso CdS, poiché il Tribunale di Milano aveva erroneamente ritenuto che il potere del Sindaco di contestare accesso e circolazione nelle corsie riservate deriva dal citato art. 7, comma 1, lett. b, CdS.

Assorbendo i due motivi sovraesposti, la Corte ha osservato – come detto prima – che l’apposito codice sulla circolazione e sosta dei veicoli al servizio di disabili (DPR n. 503/1996) “conferisce all’invalido un diritto personale di poter circolare, su tutto il territorio nazionale e anche nelle corsie riservate ai mezzi pubblici, con il solo onere di esporre il contrassegno che denota, per l’appunto, la destinazione del mezzo di servizio delle persona disabile”. Poi, continuando, gli ermellini hanno ribaltato l’opinione del Tribunale, la cui sentenza richiamante l’art. 7, comma 1, lett. b), CdS, “attiene all’esercizio di un potere regolamentare del Comune di ordine generale che permette di riservare determinate strade alla circolazione dei veicoli adibiti a servizi pubblici di trasporto, al fine di favorire la mobilità urbana, ma non consente di derogare alle norme imperative, come quella propriamente contemplata nel comma 2 dell’art. 381 reg. es. CdS”. Perciò, il principio secondo cui è subordinata la legittimità della circolazione del disabile all’aver provveduto alla preventiva registrazione-comunicazione della targa al competente ufficio comunale “è errato dal punto di vista giuridico”.

A questo principio – dice il Collegio giudicante presieduto dall’on. giudice Felice Manna – dovrà uniformarsi il giudice di rinvio”. Un caso giudiziario – questo – importante nella lotta alla conquista dei diritti di chi soffre e troppo spesso rimane all’ombra di una società distratta e sorda al richiamo d’aiuto dei più deboli. La nostra Costituzione, la Costituzione della Repubblica italiana, che oggi corre il pericolo di rimanere solo accademia, all’art. 3, proprio nei Diritti Fondamentali, con queste parole esprime il più bel principio di uguaglianza sostanziale: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.” Rimane, ad ogni buon conto, un solo problema in ordine alla fattispecie finora narrata, e cioè come debba l’Amministrazione locale venire a conoscenza del transito del disabile nei varchi a circolazione limitata, laddove la sola esposizione del contrassegno non soddisfi le procedure di controllo a distanza, ad esempio come accade per i varchi telecontrollati delle ZTL. Si teme di dover comunque attendere il ricevimento della sanzione amministrativa e successivamente segnalare le proprie condizioni, ma sarebbe soverchio affrontare la questione in questa sede.