Coldiretti Caserta al lavoro per rafforzare la filiera bufalina.
Prosegue l’impegno di Coldiretti Caserta per il rilancio e il miglioramento della filiera bufalina, con particolare attenzione alla lotta contro la brucellosi, una delle principali criticità che hanno interessato gli allevatori del territorio negli ultimi anni.
I risultati positivi emersi nei giorni scorsi confermano i progressi compiuti grazie al coinvolgimento diretto degli operatori del settore e alle misure adottate per contrastare la diffusione della malattia.
“Finalmente è arrivato il parere favorevole del Ministero della Salute all’uscita di Grazzanise dall’area cluster per la brucellosi bovina e bufalina.
Il pronunciamento è frutto – spiega il direttore di Coldiretti Caserta Giuseppe Miselli – del netto miglioramento del quadro epidemiologico e della successiva istruttoria condotta dal Centro di Riferimento Nazionale per le Brucellosi dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise.”
Grazzanise, la proposta di passaggio a un’area di attenzione epidemiologica
Per il comune di Grazzanise si propone il passaggio a un’area di attenzione epidemiologica, con l’introduzione di controlli calibrati in base ai fattori di rischio.
La valutazione dovrà tenere conto della concentrazione degli allevamenti e della vicinanza ai territori di Cancello ed Arnone e Castel Volturno, che restano attualmente classificati come area cluster.
La proposta si inserisce in un percorso volto a modulare le misure sanitarie sulla base dell’effettiva situazione epidemiologica locale, mantenendo alta l’attenzione nelle aree maggiormente esposte al rischio.
Le valutazioni epidemiologiche e la strategia dell’organizzazione
L’approccio strategico di Coldiretti punta a individuare tempestivamente le possibili evoluzioni del quadro sanitario, facendo riferimento ai dati disponibili e alle valutazioni degli organismi competenti.
Già nell’agosto scorso, infatti, l’Osservatorio regionale aveva rilevato l’assenza di focolai attivi a Grazzanise.
Sulla base delle informazioni raccolte, non erano inoltre emersi elementi indicativi di una persistente circolazione dell’infezione nel territorio comunale.
Questi riscontri costituiscono un elemento rilevante nel percorso di valutazione delle misure da adottare per il controllo della malattia.
Brucellosi bufalina in forte diminuzione: i dati dal 2021 al 2026
L’andamento della brucellosi negli allevamenti bufalini della provincia di Caserta evidenzia una progressiva riduzione dei valori registrati negli ultimi anni.
In particolare, la percentuale è passata dal 18,71% del 2021 al 3,6% del 2025, fino a raggiungere l’1,7% al 21 settembre 2026.
Anche l’incidenza della malattia ha registrato una contrazione significativa, scendendo dal 12,43% all’1,2%, fino allo 0,3% rilevato nell’ultima fase del periodo considerato.
Si tratta dei livelli più bassi della serie storica disponibile, un risultato che testimonia i progressi compiuti nel contrasto alla brucellosi bufalina nel Casertano.
Vaccinazioni e prevenzione al centro del programma regionale
Alla base dei risultati raggiunti vi è il programma regionale di contrasto alla brucellosi, che comprende una serie coordinata di interventi.
Tra le principali misure figurano le vaccinazioni, le operazioni di disinfezione, il risanamento ambientale e il monitoraggio epidemiologico.
La prosecuzione di queste attività resta fondamentale per consolidare i progressi ottenuti, tutelare gli allevamenti e sostenere la filiera bufalina, uno dei comparti di maggiore rilevanza per l’economia agricola del territorio casertano.
“L’attenzione resta alta. Il miglioramento dei dati non conclude il percorso di eradicazione che è coordinato dalla Regione Campania attraverso la Direzione generale Tutela della salute e il gruppo di lavoro del Supervisore regionale, con l’ASL di Caserta e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.
Occorre continuare con costanza ed attenzione il monitoraggio effettuando controlli sulle movimentazioni degli animali, sulle riaperture e sui ripopolamenti degli allevamenti” – conclude la Coldiretti Caserta.









































